comprendere è impossibile, conoscere è necessario

 

 

Meditate che questo è stato”, si legge in una poesia di Primo Levi.
In questa frase si riflette tutto il valore e l’importanza della memoria: sia perché ciò che è stato non si ripeta, ma anche e soprattutto perché non ci si rassegni mai alle ingiustizie, rimanendo custodi nel tempo degli ideali di chi non è più in grado di portarli avanti per un motivo o per l’altro, in modo che non vadano smarriti.
Viviamo in un mondo frenetico le cui leggi capitaliste ci costringono a inseguire la sopravvivenza sempre e costantemente, nell’emergenza quotidiana di non farcela nei nostri bisogni primari.
Siamo oppressi da meccanismi economici che nel mondo globalizzato ormai rivelano il fallimento delle politiche liberiste e capitaliste in genere, e nella frenesia della sopravvivenza, concetti come la cultura, il libero pensiero, la memoria, sono costantemente messi in secondo piano da chi ci costringe a impegnarci a produrre anche se annientati dalla povertà, dallo sfruttamento e dall’appiattimento.
La classe politica è in tutto il mondo corrotta e asservita, non trovano soluzioni né per l’immediato né per il futuro del mondo.
L’egemonia delle banche e del soldo annientano la dignità dei popoli, la loro autodeterminazione, annullando il diritto al lavoro, accantonando i diritti sindacali, la facoltà di decidere il destino degli stati in cui viviamo.
I modelli che ci vengono proposti non funzionano, lo stiamo verificando sulla nostra pelle, ogni giorno, nel quotidiano, in un vortice di decadimento che sembra non avere fine.
Noi abbiamo un compito faticoso.
In un periodo storico delicato e con equilibri sociali fragilissimi, oggi più che mai ci dobbiamo sentire in dovere di portare avanti le battaglie dei nostri nonni, dei nostri padri e dei nostri figli, coltivando e rinforzando il ricordo degli ideali in cui hanno creduto, e per i quali hanno lottato, per poter continuare a sperare in un mondo diverso nel quale ci sia spazio per la dignità di ogni essere umano.
Oggi sento di poter dire che abbiamo un valore aggiunto rispetto a loro, che è, per l’appunto, la memoria.
Sempre Primo Levi, che della memoria ha fatto sua ragione di vita, sosteneva che se “comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.
I nuovi fascismi ci spaventano, quindi non dimentichiamo, e andiamo avanti, arricchiti e rinforzati da questo immenso bagaglio.

 
 
 

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