e sovrumani silenzi, e profondissima quiete

 

 

Quando per mesi devi stare immobile fa male tutto, le articolazioni sembrano stridere e gemere, i muscoli non rispondono più ai semplici comandi abituali e la forza di gravità ti schiaccia sul materasso come quella di un pianeta molto più grande del nostro.
È il paradosso di un’immobilità che essendo innaturale provoca più dolore del pensabile. Al minimo cenno di movimento, tutto duole e si irradia, e il male si trasforma da dolore in sofferenza.
Io sognavo di nuotare, immaginavo il momento esatto in cui mi sarei tuffata in acqua e sentita leggera, sciacquata da ogni antidolorifico e altro medicinale, sentivo il rumore ovattato e rassicurante dello stare con la testa sotto, il fiato trattenuto fino al pulsare delle tempie e la gioia del primo spazioso respiro, la scioltezza dei miei movimenti subacquei, l’ampia e lenta armonia delle bracciate.

E poi sognavo di ballare.
Il tango.

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